prostata

Prostata

ProstataChe cosa è la prostata?
La prostata è una ghiandola sessuale delle dimensioni di una castagna. Si trova sotto la vescica e circonda l'uretra.
Il ruolo primario della prostata è di produrre una parte del liquido che viene espulso con l'eiaculazione.



Quali sono le malattie della prostata?
La prostata è sede di malattie infiammatorie (prostatiti); ingrossamento benigno (ipertrofia prostatica benigna, I.P.B. o adenomatosi prostatica); tumori maligni (adenocarcinoma prostatico).

Quando devo preoccuparmi della mia prostata?
Per la sua sede sotto alla vescica e intorno all'uretra, la prostata influisce sul modo di urinare. Pertanto ogni volta che insorgono disturbi o alterazioni nella minzione la prostata può essere chiamata in causa.

Quando devo cominciare a occuparmi della mia prostata?
È importante occuparsi della propria prostata prima che essa inizi a causare disturbi, in tal modo si scopriranno eventuali tumori maligni in fase guaribile. Il cancro della prostata colpisce circa il 10% degli uomini. Dopo i 50 anni è opportuna una visita urologica a scopo preventivo ogni 12 mesi.



Quale medico si occupa della prostata?
L'urologo é il medico specialista che si occupa della prostata.

Chi si occupa della prostata oltre all'urologo.
Lo staff di una unità di diagnosi e cura per le malattie della prostata é costituito dall'urologo insieme ad altri medici specialisti (quali radiologi e anatomopatologi) dai biologi dei laboratori di analisi, dagli infermieri specializzati, dai tecnici di ecografia ed infine dal personale organizzativo.

Quale ruolo ho io in quanto paziente?
Il paziente deve sapere che quando si rivolge ad una unità specializzata nella diagnostica e nella terapia delle patologie prostatiche si rivolge non solo all'urologo ma, indirettamente, a tutti i suoi collaboratori; infatti lo specialista è bituato a lavorare e a studiare con loro ogni singolo caso. Il paziente stesso deve sentirsi coinvolto in questo gruppo che si prende cura del suo problema, non come oggetto passivo che "ingoia" pillole o a cui viene "asportato" qualche "pezzo", ma come un soggetto attivo con il suo pieno e particolare ruolo nei ragionamenti e nelle decisioni diagnostiche e terapeutiche che lo riguardano.