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Ipertrofia prostatica benigna

Che cosa è l'adenomatosi prostatica?
Quando si parla di "ingrossamento della prostata dei vecchi", si usa quasi sempre una terminologia sbagliata perché:
1) con l'età non si ingrossa tanto la prostata quanto piuttosto un piccolo gruppo di ghiandole poste a ridosso di quel canale urinario (uretra) che attraversa la prostata. Pertanto "dentro la prostata" cresce una specie di nuova ghiandola che schiaccia la prostata "vera" verso fuori. Solitamente questa "palla" che cresce dentro la prostata è fatta di due parti poste a destra e sinistra dell'uretra; altre volte esiste anche una terza parte in mezzo che cresce verso la vescica (lobo medio).
2) dopo anni di sviluppo questa adenomatosi benigna I.P.B. (per distinguerla dall'adenocarcinoma prostatico maligno) può raggiungere anche le dimensioni di un pompelmo, con la prostata "vera" schiacciata all'esterno come una buccia.



Quando inizia a formarsi l'ipertrofia prostatica benigna?
L'ipertrofia prostatica benigna inizia a svilupparsi molto presto, già dopo i 30 anni, ma non in tutti i soggetti cresce con la medesima velocità.

Che cosa causa l'ipertrofia prostatica benigna?
Non si conosce con esattezza la causa dell'ipertrofia prostatica benigna. Alcuni ricercatori ritengono che sotto lo stimolo delle urinazioni continue, delle eiaculazioni e delle infiammazioni si verifichino dei microtraumi che liberano dai tessuti prostatici vicino all'uretra una sostanza capace di causare l'accrescimento delle ghiandole vicine.

L'ipertrofia prostatica benigna può trasformarsi in cancro?
Solo 20 cancri prostatici su 100 si originano dell'ipertrofia prostatica benigna.
Non è stato dimostrato che ipertrofie prostatiche benigne grandi degenerino in cancro più facilmente di quelli piccole. Pertanto non si deve scegliere di operare la I.P.B. per di prevenire il cancro perché, come abbiamo detto, anche dopo aver tolto 'adenoma, la prostata resta in sede. Infatti chi è stato sottoposto ad intervento di "prostata" deve seguire i programmi di prevenzione dal cancro prostatico come chi non è stato operato. Anzi, una ghiandola "tagliata" per togliere l'adenoma potrebbe anche agevolare la diffusione di un tumore insorto successivamente nella prostata.

Chi cura l'ipertrofia prostatica benigna?
L'urologo èlo specialista che si occupa di curare l'ipertrofia prostatica benigna.

Quando si cura l'adenoma della prostata?
Bisogna sapere che prostate con piccoli adenomi possono dare molti disturbi e prostate grandi possono anche essere silenti. In molti centri si usa un questionario per capire l'entità dei disturbi di un paziente.
Esistono cure con medicine o cure con operazioni chirurgiche.

Come si scelgono le une o le altre?
Dipende dall'entità dei sintomi, dalle dimensioni dell'adenoma, dall'età e dalle condizioni generali del paziente e anche dall'esperienza dell'urologo.

Compaiono frequentemente notizie di stampa a proposito di medicine che renderebbero inutile l'intervento chirurgico. Che cosa c'è di vero?
In effetti negli ultimi anni sono stati commercializzati farmaci estremamente efficaci nel ridurre i disturbi causati dalla prostata. Semplificando al massimo si tratta di medicine che vanno prese per lunghi periodi e che, con meccanismi diversi, allargano il canale urinario che attraversa la prostata, permettendo perciò un deflusso più agevole dell'urina. La loro efficacia è ampiamente dimostrata. Grazie a tali medicine il numero dei pazienti che devono essere operati si è fortemente ridotto negli ultimi tempi. Non tutti i casi, però, ne beneficiano in eguale misura.
Non tutti i pazienti le tollerano altrettanto bene. Non sempre i buoni risultati ottenuti in un primo tempo sono poi mantenuti. Si capisce quindi perchéla chirurgia mantenga un ruolo importante.

Quali sono gli interventi chirurgici?
Esistono cure chirurgiche di molti tipi:
a.) L'adenomectomia chirurgica: è l'intervento tradizionale, che si esegue attraverso l'addome del paziente ed è riservato alle prostate grosse e a pazienti in condizioni generali almeno discrete.
b.) La resezione endoscopica transuretrale o T.U.R.P.: anche questo è un intervento chirurgico tradizionale, ma si esegue senza "taglio", con uno strumento speciale introdotto nel canale urinario attraverso il pene. Non èun intervento più leggero del precedente, anzi alcune casistiche dimostrerebbero il contrario; viene riservato a prostate medio/piccole.
c.) Distruzione della prostata con laser: numerosi tipi diversi di laser vengono introdotti attraverso il pene per distruggere il tessuto adenomatoso. Alcuni urologi considerano le tecniche laser sostitutive dei metodi precedenti in quasi tutti i casi, altri sono più selettivi. La chirurgia laser presenta vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali: meno pericolosa, permette una degenza più breve, ma ha anche alcuni svantaggi: spesso più dolori nel postoperatorio, una convalescenza più lunga.
d.) Recentemente sono state proposte nuove terapie alternative: le diverse forme di termoterapia. Sono tutte ambulatoriali e minimamente fastidiose per il paziente. Non tutte sono efficaci allo stesso modo e vanno considerate sperimentali. Ciò nonostante, almeno per alcune di esse, l'assenza di complicanze significative le rendono una strada alternativa interessante (vedi asportazione transuretrale della prostata con T.U.N.A.)
È vero che l'adenoma prostatico può tornare?
Si, in effetti per ognuna delle tecniche esiste la possibilità che si renda necessario un altro intervento per rimuovere tessuto adenomatoso residuo o ricresciuto.

Come vivrò i miei rapporti sessuali dopo tali interventi?
Non dovrebbe esserci impotenza dopo la chirurgia prostatica. Purtroppo però capita in alcuni casi che tale evento si verifichi. Non si conoscono esattamente le cause per tale avvenimento.

È vero che alcuni pazienti diventano incontinenti?
È possibile un certo grado di incontinenza urinaria dopo un intervento chirurgico tradizionale. Solitamente però, il problema si risolve in poche settimane o mesi.

Qual è la cosa più importante da sapere a proposito dell'ipertrofia prostatica benigna?
Poichè può coesistere un cancro della prostata, bisogna accertarsi prima di operare se questo esiste oppure no. Tale eventualità va anche esclusa prima di iniziare una cura con medicine. Operare o curare senza essere prima sicuri che non ci sia anche un cancro espone a gravissimi rischi il paziente. Come diagnosticare in tempo il cancro della prostata sarà descritto nel prossimi capitoli.